Vademecum riservato ad Agenzie-SWT SERVICES

FAQ riservato Alle Agenzie di Spettacolo e Animazione

 

  Gentile lettore, abbiamo pensato di realizzare un Vademecum riservato alle Agenzie che si occupano della Vendita di Spettacolo o di intrattenimento di vario genere a terzi.

 

Le norme che regolano la collocazione di soggetti che operano nel mondo dello spettacolo, sono obsolete confuse e inadeguate per il settore stesso, e come se non bastasse, il caos ne fa da padrone. Quante volte abbiamo letto annunci tipo: “ Agenzia cerca modelli, Animatori, Musicisti, Dj, Tecnici etc.”, oppure quante volte siamo venuti a conoscenza di truffe e raggiri a discapito di persone che avevano una sola intenzione; lavorare! Lavorare in questo settore, tra le altre cose, significa anche informarsi. La maggior parte delle volte, gli articoli ed i servizi che parlano di truffe o raggiri, non spiegano però come si fa a capire se ci si trova difronte ad un’agenzia seria o no. Eppure gli strumenti ci sono!

Cominciamo a capire innanzitutto che cos’è un’agenzia.

L’ agenzia di spettacolo per Animatori, Musicisti, Dj, modelle, attori etc. ha il compito di promuovere i propri artisti.

A CHI?

Ai committenti cioè a chi realizza un evento, uno spettacolo, un servizio di intrattenimento a lungo o breve termine, un film, un concerto e così via. Per essere più chiari nel campo del cinema e della televisione i committenti solitamente sono i casting directors, gli aiuto registi, i registi e gli autori dei programmi TV.

Nella moda sono gli stilisti, i fotografi e gli art directors.

Nel settore turismo commercio sono Alberghi Campeggi Villaggi Turistici Ristoranti Birrerie Discoteche etc. Sono loro che hanno l’ultima parola il potere economico e decisionale e quindi risultano essere i veri datori di lavoro e scelgono le figure più idonee presentati dall’agenzia. Per cui, se pensavate che l’agenzia era un ufficio di collocamento che garantisse lavoro, assunzioni etc. scordatevelo perché questo processo in realtà sarebbe a carico del committente

Come guadagna un’agenzia?

Ha due modi per farlo:

Richiedendo una percentuale per ogni lavoro procurato, che di solito oscilla tra il 10 ed il 20%, ma nella moda è un po’ più alta.

Riceve un budget dal committente, in questo modo paga direttamente i propri artisti (scelti sempre dal committente), e non richiede percentuali.

Ricapitolando. L’agenzia promuove i propri artisti, si occupa dei casting della direzione artistica delle selezioni, l’agenzia guadagna con una percentuale, o da quello che rimane dal budget ricevuto dal committente.

Per quanto riguarda il primo caso si tratta di un mero rapporto di vendita commerciale ed un compenso a provvigioni senza interessarsi di assunzione dei lavoratori o altro.

Per quanto riguarda il secondo caso avere un budget tutto compreso a disposizione dal committente risulta essere una procedura molto più complessa e più pericolosa per l’agenzia, che necessita il coinvolgimento di terzi attori o poli che siano tecnicamente attrezzati per assumere lavoratori dello spettacolo dai ruoli più disparati. Praticamente il committente non godendo di un CCNL specialistico per il settore spettacolo sfrutta questa situazione in modo molto “furbo” e soprattutto legale cercando di evitare di accollarsi l’onere delle assunzioni o di essere lui in primo luogo a rivolgersi a poli specialistici, quindi decide di affidarsi ad una agenzia con l’intento di avere un trattamento economico piu’ favorevole o facendo addirittura in modo di abbassare il costo del servizio sotto le soglie minime sindacali.

L’agenzia quindi non è un ufficio di collocamento o un centro di assunzione dei lavoratori, ma è quella realtà che si occupa di casting di direzione artistica di selezione etc. e genera guadagni per se stessa da queste attività e non dall’assunzione dei lavoratori.

Come possono essere in regola i lavoratori dello spettacolo?

Fondamentalmente con tre sistemi:

Lavoro Autonomo con partita iva (il lavoratore provvede direttamente o tramite cooperativa ad emettere fattura e certificati di Agibilità)

Lavoro dipendente quindi assunzione presso soggetti quali cooperative consorzi e fondazioni che siano titolati e possano applicare un CCNL di settore per la corretta gestione dei lavoratori dello spettacolo

Lavoro autonomo occasionale nel limite massimo di 5000,00 euro annui nei casi in cui la legislazione lo permette (Studenti, Pensionati, persone che pagano già altra forma contributiva ed hanno una prima occupazione etc)

I modi con cui può essere in regola un lavoratore dello spettacolo sono già di suo una chiara indicazione su come si dovrebbe agire correttamente perché è chiaro che ci troviamo a che fare con lavoratori para subordinati e cioè obbligati a versare una contribuzione o in modo diretto o tramite il datore di Lavoro ma completamente autonomi nello svolgimento della propria professione.

Quali sono le responsabilità dell’agenzia???

Se l’agenzia vende spettacoli e guadagna solo esclusivamente provvigioni dalla vendita degli spettacoli, non ha nessuna responsabilità in Materia di Lavoro, legge 231, responsabilità Solidale, Sicurezza sul Lavoro legge 81/08, e contitolarità del trattamento dei dati (GDPR), al limite può avere responsabilità economiche solo verso se stessa in caso di insoluti o di altre problematiche legate al puro aspetto commerciale.

Se l’agenzia invece riceve un Budget dal committente e deve provvedere in proprio all’assunzione dei lavoratori dello spettacolo, pur rivolgendosi correttamente a Poli specialistici a Cooperative o a consorzi, si assume di fatto tutte le responsabilità di legge di essere committente e di avere gli stessi obblighi e si potrebbe trovare a risponderne per sicurezza sul Lavoro, Legge 231, responsabilità solidale, contitolarità del trattamento dei dati.

Se l’agenzia invece riceve un Budget dal committente e deve provvedere in proprio all’assunzione dei lavoratori deve evidentemente avere delle cifre economiche adeguate per fare fronte a tutta una serie di problematiche ivi compresa la contitolarità del trattamento dei dati, deve nominare un DPO, deve Avere un RSSP, Deve formare i lavoratori in materia di Sicurezza, ha una responsabilità economica elevatissima in caso di insoluti, ha una responsabilità Penale in caso di infortuni gravi, e la legge 231 permette addirittura di ritenere il legale rappresentante responsabile in solido con il proprio patrimonio personale.

Ma se l’agenzia si rivolge ha un terzo soggetto per l’assunzione è somministrazione del personale???

Quando l’agenzia decide di rivolgersi ad un terzo soggetto per provvedere all’assunzione non commette nessun reato di somministrazione poiché è la legge stessa che fin dal 1947 ha previsto per il settore spettacolo la possibilità di rivolgersi ad agenzie poiché la natura del lavoratore rimane autonoma e para subordinata anche nella forma di lavoro dipendente, chi parla di somministrazione e reati legati alla somministrazione per il settore spettacolo risulta essere solo una persona IGNORANTE, indipendentemente che si tratti di un commercialista, un consulente del lavoro, o un ispettore del lavoro.

Per chiarificare le posizioni di Agenzia, Agente di Spettacolo, promoter vi mettiamo a disposizione in calce una breve legenda derivata dal settore musica dal vivo che chiarisce e semplifica i ruoli e dimostra che non può esserci nessun reato di somministrazione del personale.

(Le tre figure professionali afferenti il settore discografico e dell’entertainment spesso vengono (volutamente e non) confuse, ma assolvono in realtà a compiti e funzioni differenti.

Il Manager è colui che gestisce la carriera dell’artista nella sua globalità, che ha il compito precipuo di favorire, sviluppare ed incrementare il valore (commerciale e non) dell’artista stesso al fine di far acquisire a quest’ultimo la più ampia notorietà. Assolve fondamentalmente ad una funzione di continua assistenza e consulenza e per questo deve (o, comunque, dovrebbe) essere dotato di conoscenze solide, principalmente nel campo del marketing e delle pubbliche relazioni e contestualmente riuscire a districarsi agevolmente nella risoluzione degli aspetti e delle problematiche di carattere amministrativo, fiscale e contrattualistico. Deve, altresì, tenere e sviluppare i contatti con la casa discografica, con gli uffici stampa e con i vari impresari e promoter locali ai fini di una costante e proficua promozione dell’immagine dell’artista stesso.
Il manager evita così all’artista di promuoversi da solo (cosa sempre difficile) ed anche di seguire tutta quella parte tipicamente amministrativa, concedendogli tempo libero per dedicarsi pienamente alla sua attività. E’, insomma, l’alter ego dell’artista.

L’Agente di spettacolo è colui che “rappresenta” l’artista, cioè “vende” le serate dell’artista a terzi o, più raramente, ne gestisce il tour in prima persona, in virtù di un contratto specifico stipulato con l’artista stesso o con il suo manager. La reputazione e il buon nome di un agente, al di là delle sue caratteristiche personali più o meno discutibili, è rapportata unicamente alla sua capacità di vendere e saper “piazzare” i suoi artisti. Naturalmente non è possibile delineare un profilo unico di agenzie di spettacolo dal momento che, nel panorama italiano, ce ne sono di più prestigiose, che sono legate a doppio filo con le maggiori case discografiche, le quali “raccomandano” loro gli artisti più promettenti. Poi c’è una seconda categoria di agenzie, più piccole ma molto più d’avanguardia, o specializzate in un certo filone musicale, o agenzie che si sono ricavate una “nicchia” nel mercato e prosperano solo all’interno di essa.
Le case discografiche, in alcuni casi, sono disposte a corrispondere all’agenzia un budget a titolo di “tour support”, ovvero una somma di danaro che andrà a coprire una parte delle spese del tour (ad esempio la promozione, i manifesti, il merchandising, vitto e alloggio per l’artista, ecc.) al fine di ottenere un più adeguato “ritorno”, a seguito della maggiore esposizione ai media dell’artista stesso, dalla vendita dei dischi.
Talvolta, nel rapporto tra agente e artista, viene convenuta una somma di denaro a titolo di “anticipo garantito” (c.d. “advance”) che l’agente si impegna a versare all’artista, quale “prova d’amore” o ingaggio, ovvero come prova dell’effettivo interesse nei suoi confronti, nella misura pari ad un importo che si ipotizza l’artista possa guadagnare in un periodo di tempo determinato. Tale anticipo verrà poi recuperato dall’agenzia, cioè dedotto man mano dalle somme effettivamente dovute dall’artista.
Pur in assenza (purtroppo), di tariffari ben definiti, in base alla prassi consolidatasi nel settore, un’agenzia onesta non dovrebbe prendere più del 15% del costo totale, al netto delle spese, dello spettacolo anche se vi sono agenzie, sicuramente più prestigiose e accreditate, che arrivano a chiedere sino al 20%.

L’Impresario/Promoter è colui che non ha artisti “suoi”, ma “affitta” quelli degli altri per poterli vendere a terzi oppure, qualche volta, anche per gestirli in prima persona nello spazio di una sera, in cambio di una percentuale.
Per una migliore comprensione, poniamo il caso che l’Agente dell’artista “X” abbia il suo ufficio a Milano, come sovente accade anche perché intorno a Milano ruota tutto il business discografico, ma vuole che il suo artista si esibisca a Napoli, o a Venezia, o a Catania. In questi casi, per quanto abile possa essere l’agente dell’artista “X”, non sarebbe mai in grado da solo di organizzare uno spettacolo in una località che non conosce bene, non è in grado di sapere quale sia il potenziale e la credibilità del suo artista in una zona che non è la sua. Perciò deve “appoggiarsi” ad un impresario/promoter locale che, diversamente, sappia tutte queste cose ed abbia nella zona i rapporti e le conoscenze che “contano”. Un impresario opera a livello regionale o provinciale e può lavorare secondo due modalità:
1) compra lo spettacolo in una data determinata e rischia di tasca sua;
2) vende la data a qualcun altro (teatri, Autorità locali, Comuni, ecc.) e aggiunge al prezzo totale dello spettacolo la sua provvigione.
Nel primo caso guadagnerà se lo spettacolo è un successo e ci rimetterà se lo stesso invece si rivela un flop. Nel secondo, invece, farà semplicemente da mediatore e guadagnerà in ogni caso. In ambedue le ipotesi, l’impresario sarà, nella sua zona, la persona di fiducia dell’agente dell’artista “X” è sarà responsabile che tutto risulti conforme al contratto stipulato oltre a dover garantire l’incasso finale. Un’agenzia che si rispetti dovrà avere, su tutto il territorio, una quantità di impresari seri cui affidare la gestione del tour.)

Agenzia e Animazione turistica Cosa Fare?

Il settore Animazione Turistica risulta essere uno dei settori più difficili di tutto il settore spettacolo per le seguenti motivazioni: lavoratori di base dilettanti e totalmente improvvisati, committenti che vogliono spendere niente ed avere uno staff di Fiorello, controlli continui da parte degli enti competenti, materiale tecnico e di scena da gestire, scarsa competenza da parte di consulenti del lavoro commercialisti ed avvocati che spesso prendono lucciole per lanterne ed ovviamente non sono in grado di consigliare adeguatamente il proprio cliente.

Come può Agenzia di Animazione limitare i rischi ed aumentare i guadagni??

Chiaramente il sistema più redditizio è quello a provvigioni sulla vendita di spettacoli o servizi di intrattenimento. “Caro committente ti ho fatto i casting, ti ho fatto le selezioni, ti riservo il servizio di direzione artistica, ma non compete tra le mie responsabilità commerciali e di servizio assumere il personale che opererà presso di te….arrangiati”

Secondo caso “Caro committente ti ho fatto i casting, ti ho fatto le selezioni, ti riservo il servizio di direzione artistica, ma non compete tra le mie responsabilità commerciali e di servizio assumere il personale che opererà presso di te, se vuoi ti metto in contatto con un polo specialistico titolato all’assunzione dei lavoratori dello spettacolo e loro in tua vece possono provvedere all’assunzione degli artisti alle cifre che ti comunicheranno”

Terzo Caso “Caro committente ti ho fatto i casting, ti ho fatto le selezioni, ti riservo il servizio di direzione artistica, di regola non competerebbe tra le mie responsabilità commerciali e di servizio assumere il personale che opererà presso di te, ma io sono cosi bravo che ho scelto  con un polo specialistico titolato all’assunzione dei lavoratori dello spettacolo e ti posso fornire un servizio completo fermo restando che il costo del lavoro è materia del polo specialistico quindi se vuoi mi faccio fare un corretto preventivo e ti dico quanto costa”

Quarto Caso (solo applicabili a cooperative simili ad SWT) “Caro committente ti ho fatto i casting, ti ho fatto le selezioni, ti riservo il servizio di direzione artistica, di regola non competerebbe tra le mie responsabilità commerciali e di servizio assumere il personale che opererà presso di te, ma io sono cosi bravo che ho scelto un polo specialistico titolato all’assunzione dei lavoratori dello spettacolo e ti posso fornire un servizio completo fermo restando che io ti posso fornire servizi che già acquisti da altri fornitori a cifre più concorrenziali quali nomina di un DPO gestione dei dati a Norma con il GDPR servizio Buste Paga, Consulenza sul Lavoro, Corsi di formazione sulla sicurezza sul Lavoro per tutti i tuoi dipendenti, corsi di formazione per il personale Artistico etc…”

Questi 4 casi sono un esempio lampante di quello che accade normalmente il committente lascia l’osso e gli scarti all’agenzia di animazione che deve ovviamente fare i miracoli per riservarsi un piccolo utile dall’assunzione del personale, perché sulle assunzioni non si guadagna nulla o quasi e l’agenzia si trova a lavorare sotto la provvigione del 10-20% che dovrebbe essere a lei riservata dalla vendita del servizio.

Noi consigliamo vivamente di non cedere a questi tipi di ricatti è meglio con molta franchezza rispondere….gli artisti te li assumi tu caro committente, oppure no guada non sei un cliente adeguato per i nostri standard perché normalmente lavoriamo con professionisti e non con dilettanti allo sbaraglio che poi come conseguenza ci fanno vincere controlli, vertenze sindacali, e lettere di legali a fine stagione….caro committente tu con quattro soldi vuoi la luna e le stelle a ottobre chiudi e te ne vai in ferie e a noi resta nessun guadagno e grane da gestire….no grazie (ed ovviamente quando si trovano queste situazioni bisognerebbe avere il coraggio di segnalarle immediatamente alle autorità competenti)

L’Agenzia di Animazione moderna che vuole garantirsi un brillante futuro per essere veramente forte e professionale deve avere questi quattro requisiti:

Un bacino di artisti o di personale formato che sia in grado di offrire un servizio adeguato alle richieste

Un commerciale forte che sia in grado di vendere i servizi di intrattenimento e i servizi provenienti da terze realtà partner

Selezionatori e direttori artistici adeguati che siano in grado per primi di scegliere solo e sempre il meglio degli spettacoli e degli artisti

L’agenzia NON DEVE occuparsi di materia di Assunzioni dei lavoratori, Non deve fare da Ufficio di Collocamento perché il suo scopo è quello di guadagnare provvigioni dalla vendita e dai servizi casting, di selezione, di formazione, e di vendita del servizio sia esso “Chiavi in mano tutto compreso” o solo parziale.

L’Agenzia di Animazione moderna non deve sostituirsi al committente ed assumersene le responsabilità di riflesso, o meglio lo può fare solo se le condizioni economiche lo permettono, e quindi si ha a disposizione un budget economico adeguato in grado di soddisfare i costi dell’assunzione del lavoratore ed i giusti guadagni in percentuale che devono rimanere all’agenzia che non possono essere inferiori ad un 15-20% altrimenti l’agenzia rischia di chiudere i battenti in breve tempo.

Quale dovrebbe essere la cifra media di vendita di un servizio di Animazione turistica???

Per determinare il costo del personale basta fare il calcolo della serva che qualunque consulente del lavoro alle prime armi è in grado di insegnare e cioè si prende la cifra netta percepita dal lavoratore e si aggiunge il 55% (esempio Paga netta 800,00 euro x 1,55 = 1.240,00 a cui aggiungere la percentuale del 15% o del 20% di provvigioni che si deve riservare l’agenzia quindi ai 1240,00 euro derivanti dal costo del lavoro andremo a sommare la cifra di 248,00 euro di provvigioni che determina un costo lordo di 1488,00 euro)

Abbiamo volutamente preso come esempio la cifra media di 800,00 euro di paga netta per farvi capire tecnicamente che sotto i 1500,00 euro medi (uomo/mese) non è più possibile vendere un servizio di animazione e che coloro che vendono a meno di queste cifre si vedono poi costretti ad operare dei miracoli per riservarsi un piccolo utile, considerando che i “Miracoli” spesso sono solo trucchi di basso livello che danneggiano solo il lavoratore e l’agenzia stessa. Il committente ride ha speso poco o niente contesta pretende decide fa e disfa, e chi paga il conto sono l’agenzia ed il lavoratore.

E’ Corretto trattenere soldi per la divisa agli Animatori.

No è assolutamente un Abuso e questo comportamento fa parte appunto dei trucchi di basso livello che servono solo a trattenere denaro indebitamente al lavoratore. Sia l’abbigliamento Uso Lavoro, sia i dispositivi di sicurezza devono essere forniti in modo gratuito al lavoratore dal datore di lavoro, e cioè dal committente e non dall’agenzia. (è il villaggio o l’hotel che mi deve fornire la maglietta o l’abbigliamento adeguato con scritto Staff di Animazione). In caso debba provvedere l’agenzia a fornire le divise ai lavoratori dal punto di vista tecnico  e della legislazione vigente l’agenzia è considerata datore di lavoro quindi le divise ed i dispositivi di sicurezza devono essere forniti in modo gratuito al Lavoratore. Chi trattiene denaro per la divisa si può esporre a vertenze sindacali o a contenziosi di altra natura quindi i 100,00 trattenuti di divisa possono trasformarsi in 2.000,00-3.000,00 di spese legali e danni da pagare ai lavoratori a seguito di vertenze o contenziosi di altra natura.

 

 
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