Lo Spettacolo e La Sicurezza sul Lavoro-SWT SERVICES

Lo Spettacolo e La Sicurezza sul Lavoro

   Normalmente se non in caso di Grandi Concerti Spettacoli in Teatro Fiere etc, per i settori di base non identificati dal Decreto Palchi si tende a Minimizzare o addirittura non dare nessun Peso all'applicazione del D.LGS n.81/2008 e degli altri aspetti normativi che regolano un servzio con formula di appalto privato. Il Committente (nella stragrande maggioranza titolare di un pubblico esercizio) erroneamente, ritiene che esternalizzando il servizio, affidandolo ad Agenzie di Spettacolo ed Intrattenimento a Lavoratori Autonomi a ditte Individuali e a Privati di essere in regola e di aver risolto tutti i problemi.....infatti le risposte più comuni che dimostrano la totale mancanza di percezione del problema si riassumono in queste frasi tipo: IO PAGO GIA' LA SIAE.....Quanta Gente Mi porti....o in alternativa nel settore Animazione è tipico leggere solo l'ultima pagina del preventivo e cioè quella in cui è dichiarato il costo ed iniziare a giocare al ribasso. in tutti i settori dell'intrattenimento di base non c'è nessuna percezione o sensibilità da parte di chi acquista il servizio nei confronti dell'Artista della sua sicurezza e dell'agenzia che ha fatto da intemediario.

Con questo Piccolo Vademecum che Spiega come dovrebbe essere correttamente applicato l'articolo 26 del D.LGS 81/08, ricordiamo a tutti coloro che acquistano un servizio di Intrattenimento da terzi soggetti che non risolvono i loro problemi con il pagamento di una Fattura o con le solite Frasi "se tu non mi dai alla cifra che dico io per il servizio  mi rivolgo all'agenzia Svizzera all'associazione Culturale Sportiva di turno etc...che costano meno di te", di fatto chi acquista un servizio di Intrattenimento oltre ad assumersi gli Onori è anche obbligato ad assumersi gli Oneri e gli obblighi derivanti dalle normative Vigenti e di fatto il Committente è il Vero datore di Lavoro perchè ha i poteri decisionali può decidere il Budget di Spesa gli Orari, il luogo fisico dell'esibizione, il taglio artistico etc, quindi in qualunque caso di Contenzioso dalla responsabilità solidale alla contitolarietà dei dati all'applicazione della 231 il committente ha le stesse identiche responsabilità del Datore di Lavoro.

Perchè negli Spettacoli di Base nei piccoli concerti di musica dal Vivo nel settore Animazione Turistica non esiste nessuna percezione che queste tipologie di attività siano un lavoro??? La motivazione di tutto questo è identica alla motivazione per cui cadono i Ponti o assistiamo a disastri idrogeologici; il responsabile  si Chiama Stato Italia, Enti Preposti, Dirigenti degli Enti Preposti Inadeguati, e soprattutto POLITICI INADEGUATI. Non è assolutamente accettabile che in un a Moderna Democrazia si Emanino leggi e poi ci si Affidi all'Interpretazione o ci si dimentichi addirittura della legge stessa o di come applicarla e di fatto si lasci sempre la porta aperta e la facile scappatoia ai furbetti di turno....una legge non va interpretata a proprio uso e consumo e per fini economici la legge va applicata e nell'applicare la legge bisognerebbe tenere in seria considerazione anche i soggetti virtuosi che si sono fatti carico della stessa rispettandola.



Premessa: l’articolo 26 del d.lgs. n. 81/2008
Innanzitutto, è necessario sottolineare che quando un datore di lavoro affida a terzi una lavorazione, oppure richiede a questi ultimi servizi o forniture, trovano sempre applicazione le cautele di cui all’articolo 26 del d.lgs. n. 81/2008. In sintesi, in capo al datore di lavoro committente gravano in questo caso i seguenti obblighi:

1) verificare, attraverso l’acquisizione di copia dell’iscrizione alla Camera di Commercio, Industria e Artigianato, nonché dell’autodichiarazione redatta a norma di legge 4 dalle imprese appaltatrici e dai lavoratori autonomi, l’idoneità tecnicoprofessionale dei medesimi, in relazione ai lavori da affidare loro in appalto o contratto d’opera Controllare che il soggetto appaltatore sia in Possesso di DURC regolare e richiederne copia,che il soggetto appaltatore sia in Possesso del DVR, che gli artisti o gli altri lavoratori siano realmente assunti In possesso del Certificato di Agibilità INPS o Ricevuta UNILAV ;

2) fornire agli stessi soggetti dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti nell’ambiente in cui sono destinati ad operare nonché sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate in relazione alla proprie attività da svolgere; 

3) promuovere in particolare: - la cooperazione all’attuazione delle misure di prevenzione e protezione dai rischi sul lavoro in relazione all’attività lavorativa oggetto dell’appalto; - il coordinamento di interventi di protezione e prevenzione dai rischi cui sono esposti i lavoratori, informandosi reciprocamente anche al fine di eliminare quelli dovuti alle interferenze tra i lavori delle diverse imprese coinvolte e alla loro sovrapposizione spazio-temporale nell’esecuzione dell’opera complessiva.

In questo ambito, è importante ricordare che il comma 3 dell’articolo 26 impone al datore di lavoro committente di elaborare un documento,il DUVRI, che dimostri l’adempimento degli obblighi di cooperazionee coordinamento menzionati sopra. Tale documento deve essere allegato al contratto d’appalto o di opera, nel quale devono essere indicati in modo analitico i costi per la sicurezza legati ai rischi interferenziali.Nel caso invece un lavoro venga affidato a terzi da un datore di lavoro o anche da un semplice privato, ed esso consista in un’attività tra quelle non escluse dal Decreto, la normativa da applicare sarà quella di cui al Titolo IV del d.lgs. n. 81/2008, secondo le specifiche modalità previste dal “decreto palchi”. Resta comunque inteso che, indipendentemente dalla normativa speciale applicabile alle attività di montaggio e smontaggio, ogni datore di lavoro dovrà interamente applicare le disposizioni previste dal d.lgs. n. 81/2008.

Ciò premesso, si ritiene opportuno sottolineare come una corretta attuazione dell’articolo 26 del d.lgs. n. 81/2008 implichi – in applicazione dei principi di diritto sopra riassunti – in primo luogo una efficace valutazione dell’idoneità tecnico-professionale delle imprese appaltatrici e dei lavoratori autonomi. Al riguardo, va segnalato come la giurisprudenza rimarchi 11 che: “il committente di lavori dati in appalto deve (…) scegliere l’appaltatore e più in genere il soggetto al quale affidare l’incarico, accertando che la persona, alla quale si rivolge, sia non soltanto munita dei titoli di idoneità prescritti dalla legge (formali), ma anche della capacità tecnica e professionale (sostanziale), proporzionata al tipo astratto di attività commissionata ed alle concrete modalità di espletamento della stessa”.

Di conseguenza, si raccomanda a tutti i datori di lavoro e/o committenti di operare una valutazione dell’idoneità tecnico professionale di chi (imprese e/o lavoratori autonomi) sia chiamato a svolgere un lavoro, un servizio o una fornitura con modalità utili a verificare la capacità dell’impresa e/o del lavoratore autonomo di lavorare “in sicurezza”. Tale verifica non dovrà limitarsi alla mera richiesta di esibizione dell’iscrizione alla Camera di Commercio e del rilascio della “autodichiarazione” in ordine alla corretta applicazione delle regole di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, bensì dovranno essere intraprese attività di verificasostanziale circa l’idoneità tecnico professionale delle imprese a svolgere un determinato lavoro nel completo rispetto dei requisiti di salute e sicurezza sul lavoro.

Le evidenze di riferimento che devono essere richieste dal datore di lavoro committente andranno individuate caso per caso, con specifico riguardo al tipo di intervento richiesto; esse potranno consistere, ad esempio, nella esibizione degli attestati di formazione degli operatori dell’appaltatore o dei lavoratori autonomi, nell’elenco delle attrezzature e/o Dispositivi di Protezione Individuale (di seguito DPI) o, comunque, in qualunque ulteriore richiesta relativa alla salute e sicurezza, che sia diretta a fornire al datore di lavoro committente utile dimostrazione della citata idoneità tecnico-professionale. Insomma, è facoltà del committente richiedere qualsiasi informazione o documentazione ritenuta utile a qualificare compiutamente le imprese esecutrici e i lavoratori autonomi. Quanto riportato nel dettato normativo12 rappresenta un requisito minimo che tuttavia può, e anzi deve, essere ampliato in virtù della complessità e pericolosità delle attività date in appalto. Inoltre, al fine di ottemperare in modo corretto alle disposizioni che impongono al datore di lavoro committente di fornire adeguate e specifiche informazioni sui rischi presenti nei luoghi di lavoro dell’appalto 13 , come di assicurare adeguata cooperazione e coordinamento tra tutte le imprese (comprese le subappaltatrici) coinvolte nei lavori, nei servizi e nelle forniture 14 , si consiglia di pianificare almeno una preventiva riunione di coordinamento tra tutti i soggetti coinvolti nelle attività, nel corso della quale procedere allo scambio di informazioni di cui sopra, nonché alla discussione e individuazione delle migliori misure di coordinamento e cooperazione tra le maestranze coinvolte.

Chiarimenti sulla figura del “committente”

Pur non modificando il Titolo IV del d.lgs. n. 81/2008, il decreto si sofferma su alcune delle definizioni contenute in tale Titolo, riformulandole. In particolare, viene puntualizzato come: “Per la definizione di Committente di cui all’Art. 89 comma 1 lettera b) del D.lgs. 81/2008, si intende: il soggetto che ha la titolarità e che esercita i poteri decisionali e di spesa, per conto del quale vengono realizzate le attività di cui all’Art. 1 comma 2, indipendentemente da eventuali frazionamenti della loro realizzazione.”

In ordine all’identificazione del “committente”, soggetto sul quale gravano gli obblighi di cui all’articolo 90 del d.lgs. n. 81/2008, va tenuto conto di quanto previsto dall’articolo 299 del “testo unico”, il quale, riferendosi alle posizioni del datore di lavoro, del dirigente e del preposto, introduce nell’ordinamento giuridico il concetto, fino al 2008 solo giurisprudenziale, della “posizione di garanzia”, quale situazione legata allo svolgimento di una funzione prevenzionistica e non certo alla scelta dei contraenti. Tenendo quindi conto di tale disposizione e della più recente giurisprudenza al riguardo (la quale esplicitamente riconosce in capo al “committente” una vera e propria “posizione di garanzia” in materia antinfortunistica), il committente va identificato nel soggetto che dispone in concreto della titolarità dell’opera, intesa come esercizio di fatto di poteri decisionali e di spesa relativi all’opera stessa.

Ciò detto, il chiarimento fondamentale introdotto dal decreto, sta nell’identificazione del Committente non più in base all’opera, ma in riferimento alle attività che si andrà a svolgere. Ovvero, il Committente non è identificabile esclusivamente con chi commissiona una struttura (palco, torre, ground support, muro ayher ecc.), ma bensì in colui per il quale vengono realizzate l’insieme delle attività di spettacolo ed intrattenimento.

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