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FAQ Musicisti DJ Animatori Illusionisti......

  

 FAQ PER MAGHI – CABARETTISTI – ILLUSIONISTI - ANIMATORI - DJ – MUSICISTI – VOCALIST – KARAOKE – TRUCCABIMBI – BABYCLUB - LAVORATORI DELLO SPETTACOLO ED ALTRE CATEGORIE ASSIMILABILI.

Con le seguenti FAQ, cercheremo di rispondere in modo breve, alle domande più ricorrenti del settore spettacolo.

Prima di rispondere, giova ricordare che, quanto contenuto nelle seguenti FAQ, non può prescindere da una consulenza personalizzata fornita da un esperto in materia; che analizzate le concrete esigenze individuali di ognuno, indichi in onestà e trasparenza, la soluzione migliore per soddisfarle.

N.B.: I suggerimenti ivi contenuti, ed in particolare gli argomenti trattati, e le risposte date, non potranno generare responsabilità alcuna, tanto nei confronti dell’autore -i e/o della S.W.T. Services - Gestioni, quanto nei riguardi di ogni altro soggetto coinvolto nella redazione e utilizzo delle seguenti FAQ. Ciò, anche in merito ad eventuali errori e/o omissioni involontarie - modifiche normative intervenute nelle materie trattate, anche nel corso della pubblicazione della presente guida breve – FAQ SETTORE SPETTACOLO; ultimo aggiornamento 13.11.2018.

Il Settore spettacolo è estremamente complesso e in continuo cambiamento; la normativa di riferimento, spesso frammentaria e non univoca per tutte le categorie degli artisti, risulta di difficile comprensione anche per gli addetti ai lavori.

LE PRESENTI FAQ, SONO SOLO BREVI RISPOSTE ALLE DOMANDE Più RICORRENTI NEI VARI AMBITI DEL SETTORE SPETTACOLO; INSERITE ALL’INTERNO E NEL COMPLESSO DELLA ALTRE INFORMAZIONI FORNITE NEL PRESENTE SITO – PORTALE, DALLE QUALI NON POSSO PRESCINDERE O ESSERE ESTRAPOLATE; PER UN’USO DIVERSO. Ciò, TANTO PER FARE UN Po’ DI CHIAREZZA SU ALCUNI CONCETTI DI BASE, DAI QUALI PARTIRE, PER COMPRENDERE LA CATEGORIA DEI LAVORATORI ALLA QUALE FACCIAMO RIFERIMENTO: LO RIPETIAMO è IMPRESCINDIBILE, UN’APPROFONDIMENTO PERSONALIZZATO, CON UN CONSULENTE ESPERTO IN MATERIA, PER OGNI DOMANDA QUESTIONE CONCRETA CHE DOVVESE SORGERE NEL SETTORE SPETTACOLO AL QUALE APPARTENETE.

DIFFIDATE DALLE SOLUZIONI FAI DA TE O DA INTERPRETAZIONI FANTASIOSE; IL LAVORATORE DELLO SPETTACOLO HA UNA NORMATIVA PRECISA DA RISPETTARE, PER OGNI FIGURA ARTISTICA !!!!

 

FAQ

 

  1. Chi sono i lavoratori dello spettacolo?

Sono lavoratori dello spettacolo, a titolo esemplificativo e non esautistivo: i musicisti, singoli – band, i dj, gli animatori, presentatori, vocalist - cantanti, comici, cabarettisti, maghi, prestigiatori, fotomodelli, cubisti, spogliarellisti, attori, imitatori, ipnotizzatori, illusionisti, marionettisti, burattinai, acrobati, stuntmen, contorsionisti, danzatori, trucca bimbi, babyclub, etc.

Ma anche: gli artisti del circo; attori di fotoromanzi; direttore della fotografia, direttori di doppiaggio, costumisti, architetti arredatori, truccatori, parrucchieri, lavoratori autonomi esercenti attività musicali, amministratori di formazioni artistiche; tecnici del montaggio e del suono della produzione cinematografica; tecnici addetti alle manifestazioni di moda; maschere, custodi, guardarobieri, addetti alle pulizie ed al facchinaggio dipendenti dagli enti ed imprese esercenti pubblici spettacoli, impiegati dipendenti delle case da gioco, operai dipendenti delle case da gioco, istruttori dipendenti di impianti e circoli sportivi di qualsiasi genere, palestre sale fitness, sferisteri, campi sportivi, autodromi, addetti agli impianti e circoli sportivi di qualsiasi genere, palestre, sale fitness, sferisteri, campi sportivi, autodromi, impiegati dipendenti di società sportive, operai dipendenti di società sportive, direttori tecnici presso società sportive, massaggiatori presso società sportive, istruttori presso società sportive, etc.

 

  1. Come faccio a sapere se sono un lavoratore dello spettacolo?

I LAVORATORI DELLO SPETTACOLO SONO TANTI; RIENTRANO IN TALE CATEGORIE, ANCHE FIGURE PROFESSIONALI DIVERSE DAI C.D. ARTISTI IN SENSO STRETTO, (MUSICISTI – ATTORI – ETC).

CIO’, COME EVIDENZIATO NELLA FAQ 1.

L’ELENCO DEI LAVORATORI DELLO SPETTACOLO E LE VARIE FIGURE DEL SETTORE CHE CI OCCUPA, SONO INDIVIDUATE DA DIVERSE DISPOSIZIONI LEGISLATIVE SUCCEDUTESI NEL TEMPO; CHE HANNO VIA VIA AMPLIATO, RIORDINATO, MODIFICATO, DETTA CATEGORIA.

PER VERIFICARE SE SI APPARTIENE A TALE SETTORE, ( LAVORATORI DELLO SPETTACOLO), BISOGNA ANALIZZARE LA NORMATIVA SOPRA MENZIONATA.

I lavoratori dello spettacolo sono iscritti alla gestione ex ENPALS in ragione dell’elencazione di cui all’articolo 3 del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato del 16 luglio 1947, n. 708, come modificato dalla legge 29 novembre 1952, n. 2388 e successive modificazioni. Gli interventi normativi succedutisi nel tempo, in particolare, i decreti di armonizzazione n. 166 e n. 182 del 30 aprile 1997, i decreti ministeriali del 10 novembre 1997 e del 15 marzo 2005, il decreto legge del 30 aprile 2010, n. 64 convertito con legge 29 giugno 2010, n. 100 in favore dei ballerini e tersicorei, nonché, da ultimo, il D.P.R. 28 ottobre 2013, n. 157, hanno ampliato la platea delle categorie dei lavoratori dello spettacolo ed hanno modificato la disciplina relativa ai requisiti di accesso ed alle modalità di calcolo delle prestazioni pensionistiche erogate dal fondo”, cfr. Circolare INPS numero 83 del 20-05-2016.

Basta che appartieni ad una delle categorie sopra menzionate, e potresti essere soggetto, per esibirti in regola, (per il solo fatto dell’appartenenza alla stessa, se artista in senso stretto; o in presenza di altri requisiti, per le altre categorie); agli obblighi di cui alla FAQ N. 3 e /o a quelli ulteriori specifici, propri della tua categoria di appartenenza.

 

  1. Gli artisti in senso stretto, quindi, a titolo esemplificativo e non esaustivo: musicisti singoli - band, dj, animatori, presentatori, vocalist - cantanti, maghi, prestigiatori, comici, cabarettisti, attori, danzatori, trucca bimbi, babyclub; più in generale lavoratori dello spettacolo, cosa devono fare e sapere per esibirsi in regola?

Un lavoratore dello spettacolo, per esibirsi correttamente in ogni contesto nel quale viene chiamato, deve essere in regola:

  1. DA UN PUNTO DI VISTA FISCALE;
  2. CONTRIBUTIVO;
  3. DI SUPPORTI MUSICALI UTILIZZATI;
  4. RISPETTARE LA NORMATIVA SULLA SICUREZZA NEI LUOGHI LAVORO, ETC.

N.B.: INOLTRE, PER OGNI CATEGORIA ARTISTICA, POTREBBERO ESSERE NECESSARI ULTERIORI ADEMPIMENTI, DOVUTI PER LEGGE; PREVENTIVI E SUCCESSIVI AL’ESIBIZIONE, PER I QUALI E’ RICHIESTO APPROFONDIMENTO SPECIFICO.

 

4) Ma io mi esibisco per hobby, ho un’altra attività - copertura previdenziale, sono considerato un lavoratore dello spettacolo – cosa devo fare?

Si, sei considerato a tutti gli effetti, un lavoratore dello spettacolo, con tutte le tutele tipiche della subordinazione, anche se svolgi l’attività artistica in modo autonomo; (professionalmente – a titolo occasionale, come primo – secondo lavoro, per hobby), per poterti esibire in regola sono necessari gli adempimenti indicati alla FAQ N.3 e quelli successivi che diremo, diversi, a seconda dello svolgimento dell’attività lavorativa in modo professionale – occasionale – primo secondo lavoro – e che si tratti di lavoro autonomo – subordinato – di lavoratori autonomi dello spettacolo esercenti attività musicale. I casi di esenzione contributiva, verranno trattati con FAQ separata.

Ogni volta che Ti esibisci in un locale, discoteca, evento, ristorante, festa, in generale; in ogni contesto in cui sia presente un attività c.d. di lucro, intrattieni un pubblico reale o virtuale, sei considerato a tutti gli effetti un lavoratore dello spettacolo. Ciò, con la logica conseguenza, che tu percepisca un compenso per l’attività esercitata , e vengano svolti dai soggetti obbligati per legge, (proprietario del locale - organizzatore dell’evento – datore di lavoro - committente); o direttamente da te , (per quanto di competenza - in qualità di autonomo dello spettacolo – e/o in via alternativa, per conto dei soggetti obbligati, sopra menzionati), gli adempimenti preventivi e successivi alla prestazione artistica, di cui alla FAQ N. 3.

Sulla definizione giuridica di spettacolo; lavoratore operante in tale settore; nozione di lucro; è necessario specifico approfondimento.

 

  1. Ma io mi esibisco gratuitamente, non prendo alcun compenso ?

LE PRESTAZIONI GRATUITE NEL SETTORE SPETTACOLO; IN UN’ATTIVITA’ DI LUCRO, NON SONO IN LINEA GENERALE POSSIBILI.

La normativa in materia, generale e speciale, così come la prevalente interpretazione giurisprudenziale, non prende in considerazione di regola le prestazioni gratuite per il lavoratore dello spettacolo.

RIPETIAMO: le esibizioni gratuite nello spettacolo, come in ogni altro settore lavorativo non sono possibili e/o previste.

QUINDI, POICHE’ SEI CONSIDERATO UN LAVORATORE DELLO SPETTACOLO, PER L’ATTIVITA’ SVOLTA, DOVRAI PERCEPIRE NECESSARIAMENTE UN COMPENSO, ANCHE MINIMO, CHE ANDRA DICHIARATO E REGOLARIZZATO SECONDO UNO DEI MODI PREVISTI DALLA LEGGE !!!!.

Ogni attività lavorativa è presunta a titolo oneroso, salvo si dimostri la sussistenza di finalità di solidarietà in luogo di quella lucrativa diretta o indiretta. Nel nostro ordinamento la fattispecie tipica del rapporto di lavoro subordinato e degli altri rapporti lavorativi dello spettacolo, è infatti caratterizzata dall'onerosità.

Peraltro, solo in caso di fattispecie particolari, (ECCEZIONI ALLA REGOLA GENERALE), caratterizzate da una rilevante tipicità sociale - come quelle rese nell’ambito di convivenze familiari – filantropia – beneficenza, la presunzione di onerosità cede il passo alla presunzione di gratuità .

  1. luce di quanto sopra menzionato, è molto difficile, dichiarare di esibirsi gratis, basta che nel locale è presente un’attività di lucro – chiosco – bar – tavoli, ma il medesimo discorso potrebbe valere anche nel corso di una festa privata in locale pubblico e/o aperto al pubblico, che ti offrano la cena, oppure ti paghino le spese di viaggio, che la prestazione lavorativa effettuata dal lavoratore dello spettacolo, risulta non gratis, ovvero prestata a fine di lucro – diretto (lavoratore dello spettacolo trae un vantaggio economico e/o di altra natura dall’esibizione) – indiretto ( è il locale – organizzatore di pubblico spettacolo – committente, che trae vantaggio dalla prestazione dell’artista, con la tua esibizione stai intrattenendo gli ospiti/clienti, quindi stai lavorando per lo stesso, contribuendo a realizzare un guadagno – rectius lucro ) .

Quindi, nella maggior parte dei casi, ove presente un’attività di lucro, nel senso sopra spiegato, laddove un dj – musicista, lavoratore dello spettacolo, dichiara di esibirsi gratis e non è effettivamente così, in caso di eventuale controllo ispettivo, l’organizzatore, rischia la sanzione per la presenza nel locale o nel luogo di pubblico spettacolo, di uno o più lavoratori irregolari, (“c.d. in nero”). N.B.: LE SANZIONI SONO SALATISSIME.

 

  1. Ma allora, non è mai possibile esibirsi gratis?

Al principio generale sopra menzionato, (IL LAVORATORE DELLO SPETTACOLO NON PUO’ DI REGOLA ESISIBIRSI GRATUITAMENTE – FARLO GRATIS), ci sono delle eccezioni, nelle quali la legittimità della gratuità della prestazione, è legata dalla presenza o meno di attività di lucro – diretto o indiretto. SOLO IN QUESTI CASI, SE IL LAVORATORE DELLO SPETTACOLO SI ESIBISCE OVE NON è PRESENTE UN’ATTIVITA’ DI LUCRO – può farlo gratuitamente.

Si pensi al classico esempio di:

  1. prestazione artistica – spettacolo organizzata da un Comune – Associazione no profit, dove non ci sono stand – chioschi legati all’esibizione;
  2. partecipazione nel contesto di manifestazioni, dove l’intero ricavato viene devoluto in beneficienza a un’associazione riconosciuta, fondazione, ( es. Telethon, manifestazioni per finanziare la ricerca a malattie rare, etc).

Solo in queste ipotesi, eccezione alla regola generale: NON POSSO ESIBIRMI GRATIS, è possibile la prestazione artistica gratuita del lavoratore dello spettacolo – ripetiamo - solo in queste ipotesi; nelle quali basta un’autodichiarazione – certificazione da parte del singolo lavoratore dello spettacolo per potersi esibire senza percepire compenso, (invece per I CONTRIBUTI PREVIDENZIALI INPS – GESTIONE EX. ENPALS, se non si è esenti, è comunque necessaria l’agibilità a titolo gratuito, rilasciata dall’INPS – OBBLIGHI INFORMATIVI).

In conclusione, ciò che differenzia un lavoratore da un volontario è il guadagno – lo scopo di lucro – diretto – indiretto.

IN TUTTI CASI, NEI QUALI è PRESENTE ATTIVITà DI LUCRO, INDIPENDENTEMENTE DAL FATTO CHE IL LAVORATORE DELLO SPETTACOLO, SIA ESENTE INPS EX. ENPALS – NON PUO’ ESIBIRSI GRATUITAMENTE; PER L’ATTIVITA’ SVOLTA DEVE PERCEPIRE UN COMPENSO – NECESSARIAMENTE - E QUEL COMPENSO DOVRA’ ESSERE EROGATO, PERCEPITO E DICHIARATO DALL’ARTISTA, IN REGOLA, DA UN PUNTO DI VISTA FISCALE.

Sulla nozione di scopo di lucro e onerosità della prestazione dello spettacolo, è richiesto specifico approfondimento.

 

  1. Quindi per esibirmi in regola da un punto di vista fiscale cose devo fare?

Assumendo come punto di partenza, la regola che il lavoratore dello spettacolo, (almeno in linea teorica), non possa esibirsi gratuitamente, (diciamo teorica, perché vi sono le eccezioni, nel senso che abbiamo visto alla FAQ 5), e deve ricevere un compenso, il compenso percepito, qualunque esso sia, dev'essere regolarizzato a livello fiscale.

Le vie principali per essere in regola fiscalmente, sono essenzialmente quattro :

  1. il locale; l’impresa di spettacolo; il committente; tuo datore di lavoro, (tramite la propria organizzazione, commercialista, consulente del lavoro), ti assume direttamente come dipendente, e si occuperà di ogni adempimento in tal senso, (assunzione con contratto di lavoro via via applicabile al settore spettacolo - previdenza - oneri inail - corso sicurezza sul lavoro – rilascio cud – certificazione fiscale compensi percepiti e altro); ipotesi meno frequente riscontrata nella nostra esperienza – che dovrebbe essere la regola generale; - FATTISPECIE INERENTE IL LAVORATORE SUBORDINATO DELLO SPETTACOLO;
  2. il lavoratore dello spettacolo, emette ritenuta d'acconto per prestazione occasionale, (ricevuta per lavoro autonomo occasionale), nelle forme tipiche e con i limiti di reddito e di serate, proprie di tale rapporto lavorativo. Il soggetto che effettua la prestazione occasionale di lavoro autonomo è tenuto a rilasciare al soggetto committente della prestazione, una ricevuta “non fiscale“ - per lavoro autonomo occasionale – FATTISPECIE INERENTE IL CONTRATTO DI COLLABORAZIONE OCCASIONALE DELLO SPETTACOLO – LAVORO OCCASIONALE

N.B. il lavoratore autonomo dello spettacolo, nell’effettuare le prestazioni occasionali dovrà rispettare dei limiti quantativi: mancanza di continuità e abitualità della prestazione di lavoro autonomo; mancanza di coordinamento della prestazione. Effettuare l’attività di spettacolo a favore del committente e/o intraprendere attività professionali in modo saltuario e sporadico. Si può definire come prestazione di lavoro autonomo occasionale dello spettacolo (o semplicemente “prestazione occasionale“): “qualsiasi attività di lavoro caratterizzata dall’assenza di abitualità, professionalità, continuità e coordinazione”. Predisporre, redigere, sottoscrivere, conservare un contratto di collaborazione occasionale redatto nel modo corretto è davvero raro, soprattutto nel settore spettacolo. Ti consigliamo di fare attenzione e nel caso dovessi far ricorso a tale forma contrattuale di prestazione lavorativa, di farti assistere da un legale o da un commercialista – consulente del lavoro- polo specialistico dello spettacolo, per quanto meno verificare che il tuo contratto davvero ti stia tutelando e la ricevuta sia stata predisposta nel modo corretto.

A differenza di altri ambiti lavorativi, nel settore spettacolo, occorre coordinare la disciplina delle prestazioni occasionali del lavoratore autonomo dello spettacolo, (ASPETTO FISCALE); con l’aspetto contributivo; per il quale vige, omogeneità di disciplina normativa, ( autonomi – parasubordinati – subordinati – occasionali).[1]

Anche nei confronti dei lavoratori occasionale dello spettacolo, se non esenti dagli obblighi contributivi INPS gestione EX. ENPALS, è applicata l’aliquota contributiva del 33% sul compenso percepito. Ciò significa, che anche nei confronti di tale categorie dello spettacolo, se non esenti, saranno dovuti i contributi FPLS, e chi dovrà pagarveli sarà il datore di lavoro – committente, etc.

Infatti, l’obbligo del versamento contributivo all’INPS gestione ex. Enpals, in tutti i casi, eccettuati quelli di esenzione; ricade sul datore di lavoro o committente che utilizza il lavoratore, salvo la rivalsa del 9,19% dell’imponibile per la parte che rimane comunque a carico del lavoratore.

In ogni caso di esibizione di un lavoratore dello spettacolo, i datori di lavoro o committenti – pubblichi esercizi, (HOTEL – CAMPEGGI – AGENZIE), pertanto, prima delle esibizioni musicali, sono tenuti ad acquisire idonea documentazione per verificare che il lavoratore rientri effettivamente in una delle tipologie interessate all’esenzione e il suo reddito ricada nei limiti fissati dalla legge per l’applicazione della prestazione occasionale.

Infatti, La circolare Enpals n. 2 del 30.01.08, alla nota n.1, in materia di esenziona contributiva, ha precisato che “poiché tale agevolazione riguarda unicamente gli adempimenti informativi e contributivi nei confronti dell’Enpals permangono, ove previsti, tutti gli altri obblighi di legge riguardanti le norme in materia di sicurezza sociale (adempimenti inerenti la tutela del lavoro minorile, assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e la sicurezza, versamento della contribuzione assistenziale all’Inps ecc)”.

Ciò significa, che in parole semplici, anche per le prestazione occasionali di lavoro autonomo và:

A) inviata comunque la comunicazione della prestazione al Centro per l’Impiego (UNILAV), almeno il giorno prima dello spettacolo ,

B) versata una contribuzione all’Inps (cosiddetti contributi minori pari all’1,28% calcolati sul lordo della prestazione),

C) comunque richiesta la certificazione da parte del musicista nella quale lo stesso dichiara di versare i contributi ad un’altra gestione pensionistica obbligatoria (deve essere indicata se dipendente, commerciante o artigiana), di non superare i 5.000,00 euro annui lordi di compenso e che la sussistenza di tutti i requisiti è presente nel medesimo momento della prestazione, (acquisita la c.d. autodichiarazione nel quale il musisicista dichiara di essere esente ex. art. 188 dagli obblighi contributivi INPS – gestione ex. ENPALS).

Occorre segnalare al lettore, che nel caso in cui l’artista produca una dichiarazione mendace e qualora l’esito di un controllo ispettivo sulla qualità del dato acquisito in sede ispettiva, accerti il falso, si applica, ( sia come atto dovuto nell’adempimento delle funzioni d’ufficio dell’organo accertatore e/o si potrebbe applicare), l’art. 498 del Codice Penale.

  1. allegato alla ricevuta per il compenso percepito, anche un documento di identità valido.

N:b.: Se gli adempimenti di cui sopra,(A-D-), non sono compiuti in autonomia direttamente dal lavoratore dello spettacolo, li deve compiere il datore di lavoro, oggetto obbligato in tal senso, vieppiù nella fattispecie di lavoro autonomo occasionale.

Da ultimo, qualora il datore di lavoro, (subordinato – autonomo – occasioale), accerti che il lavoratore occasionale dello spettacolo non sia esente da un punto di vista contributivo, dovrà richiedere all’INPS gestione ex . Enplas, anche:

E) il certificato di agibilità e versare la contribuzione all’ INPS[2].

In caso di eventuali omissioni e/o irregolarità riscontrate dagli organi accertatori le responsabilità e le relative sanzioni, saranno quasi sempre a carico del committente – pubblico esercizio – datore di lavoro – organizzatore, agenzia, etc.

Ciascuna questione trattata nella presente Faq, merita approfondimento specifico ulteriore, con un consulente esperto del settore.

  1. l’artista, professionista dello spettacolo, diventa lavoratore autonomo dello spettacolo, aprendo una partita iva individuale, e con organizzazione di mezzi propri, fattura le serate effettuate in base al compenso percepito – si occupa personalmente o avvalendosi di professionisti qualificati commercialista – consulente del lavoro – cooperative, di curare ogni adempimento fiscale – previdenziale – sicurezza sul lavoro – connesso all’attività in concreto svolta; - LAVORATORE AUTONOMO DELLO SPETTACOLO;
  2. il lavoratore, si iscrive a una cooperativa,(consorzio e/o soggetti giuridici assimilabili), che lo assume come socio lavoratore e tramite questa, senza pensieri e a costi relativamente contenuti, dato il fine mutualistico della cooperativa, si regolarizza e emette fattura per l’attività svolta, (sostituendosi al gestore del locale e/o all’organizzatore dell’evento, nel compimento di tutte le pratiche burocratiche che dovrebbe svolgere lui – e lui solo per farvi esibire in regola, non solo a livello fiscale, sia in caso di autonomia, che di subordinazione).

Nota importante: chi deve assumervi e regolarizzarvi fiscalmente o “dovrebbe per legge”, unitamente a tutti gli altri obblighi del settore, contributivi, sicurezza sui luoghi di lavoro, è il datore di lavoro - proprietario del locale e/o l’organizzatore dell’evento – sul quale comunque, ricadano in maniera principale, e/o solidale, eventuali responsabilità in caso di irregolarità fiscali, contributive, etc, accertate dagli organi preposti al controllo e le relative sanzioni, multe, provvedimenti interdittivi, (la multa – le sanzioni gravano e la fanno normalmente al locale e/o all’organizzatore dell’evento), etc. Il lavoratore dello spettacolo, anche a livello sanzionatorio, viene considerato, parte debole del rapporto di lavoro. N.b: con questo non vogliamo dire che siete esenti da ogni responsabilità in caso di accertamenti o controlli, ma ribadire quello che abbiamo detto sopra. La soluzione migliore, resta sempre, quella di essere in regola, spiegheremo nell’apposita FAQ, le eventuali responsabilità personali del dj – musicista – lavoratore dello spettacolo, anche in caso di riscontrate irregolarità fiscali da parte degli organi accertatori. L’argomento richiede approfondimento ulteriore, sulla nozione di responsabilità, obblighi fiscali, contributivi del lavoratore dello spettacolo.

 

  1. Mi ha chiamato un ristorante, locale, pub, per una festa di compleanno, matrimonio, serata; il titolare mi dice telefonicamente che è in regola perché paga già la SIAE….Se mi esibisco senza rilasciare – fare nulla sono in regola???

Per la Mia esibizione basta solo La Siae?

No!!! la tua esibizione rientra tra le prestazioni lavorative a fine di lucro, ed è considerata un lavoro. Per esibirti correttamente in qualità di lavoratore dello spettacolo, NON BASTA LA SIAE!!!!; devi essere in regola da un punto di vista: fiscale, (rilasciare ricevuta - fattura, per il compenso percepito; oppure ti dovrà essere corrisposto in regola, dal gestore – committente – datore di lavoro secondo una delle modalità fiscali consentite dalla legge); contributivo, ( sul compenso percepito e dichiarato, tranne i casi di esenzione contributiva di cui parleremo in seguito, è dovuta la previdenza obbligatoria dei lavoratori dello spettacolo, INPS gestione ex. ENPALS, percentuale sul compenso); supporti musicali utilizzati, ( se utilizzi supporti musicali non originali e/o copie lavoro nelle tue esibizioni potresti dover sottoscrivere con la SIAE apposita licenza DJ on line). Inoltre per poterTI esibire in regola, sono necessarie comunicazioni obbligatorie, preventive - successive all’esibizione, versare contributi minori, quando dovuti; rispettare la normativa per la sicurezza nei luoghi di lavoro, oltre diversi altri adempimenti propri e peculiari per le singole categorie dei lavoratori dello spettacolo, di cui abbiamo fatto accenno nella Faq. 6.

E quindi la SIAE, ma è più corretto parlare di permesso SIAE, a che serve? IL PERMESSO SIAE, SERVE E COME…..ma inerisce il diritto d’autore.

La Siae è la Società Italiana Autori ed Editori, il permesso SIAE, è un pagamento per l’utilizzo di opere di ingenio prodotte da altri, per le quali bisogna versare una cifra economica legata all’utilizzo delle stesse, alla SOCIETA’, (SIAE), CHE PER CONTO DEGLI STESSI AUTORI, IN ITALIA REGOLAMENTA L’ULTILIZZO DI TALE DIRITTO. IN PAROLE SEMPLICI PER POTER SUONARE – UTILIZZARE IN PUBBLICO MUSICA DI ALTRI – TUTELATA DA DIRITTO D’AUTORE, E’ NECESSARIO OTTENERE PREVENTIVAMENTE DALL’AUTORE E PER LUI DALLA SOCIETà MANDATARIA CHE NE DISCIPLINA E REGOLAMENTA L’UTILIZZO IN PUBBLICO, IL RELATIVO PERMESSO. IL TITOLARE DEL PERMESSO, PAGA PER POTER FAR SUONARE IN PUBBLICO OPERE – CANZONI DI ALTRI, TUTELATE DAL DIRITTO D’AUTORE.

Quindi la SIAE REGOLAMENTA SOLO IL DIRITTO D’AUTORE. Ogni volta che viene eseguita in pubblico, un’opera musicale (canzone, esecuzione, composizione), protetta da copyright – diritto d’autore, bisogna compilare il borderò o programma musicale, che il titolare del permesso, soggetto obbligato in tal senso per legge a richiederlo, deve rilasciare al direttore dell’esecuzione.

Il borderò o programma musicale è il documento che consente a SIAE di ripartire agli aventi diritto gli incassi che derivano dalla pubblica esecuzione delle composizioni musicali. Il borderò deve essere compilato e firmato dal titolare del permesso SIAE (organizzatore) e dal direttore delle esecuzioni (direttore d’orchestra, capo del complesso, solista, ecc…), sia cartaceamente e/o on line. Nel borderò bisogna inserire il titolo esatto dei brani eseguiti e per ciascuno il cognome di uno dei compositori.

La tematica SIAE – Diritto d’autore – rilascio -compilazione programma musicale, da parte del musicista, dj , lavoratore dello spettacolo, richiede approfondimento.

 

  1. Quali sono i documenti che devo Avere per effettuare un servizio in regola presso un ristorante od un albergo, locale?

Posto che dovrebbe essere il ristorante o l’albergo, l’impresa di pubblico spettacolo, come regola generale, a provvedere direttamente alla tua assunzione, spesso questo in realtà risulta essere quasi impossibile.

Ciò in quanto, gli Hotel, i ristoranti, i pubblici esercizi, prevedono un tipo di contratto di lavoro per i propri dipendenti a paga oraria, mentre per lo spettacolo vige l’obbligo della paga giornaliera.

Quindi i casi sono due o munirsi di partita Iva con tutti gli oneri che ne conseguono o appoggiarsi a poli specialistici quali cooperative, consorzi e fondazioni, che applicano un contratto di lavoro con paga giornaliera e quindi risultano adeguati a risolvere il problema.

Indipendentemente che tu svolga il servizio tramite lavoro autonomo o tramite coop consorzio o fondazione i documenti sono i seguenti

 

  1. Contratto di prestazioni o servizi (Lavoro Autonomo e Dipendente)
  2. Contratto di Lavoro (Solo lavoro Dipendente)
  3. UNILAV (Ricevuta di Assunzione) (Lavoratore Autonomo e Dipendente)
  4. Certificato di Agibilità INPS (Lavoratore Autonomo e Dipendente)
  5. Corso di sicurezza sul Lavoro rischio specifico settore spettacolo (Lavoratore Autonomo e Dipendente)
  6. Fattura per la prestazione del servizio (Lavoratore Autonomo e Dipendente)
Assicurazione responsabilità Civile verso Terzi
 

[1] Per le prestazioni occasionali dei lavoratori dello spettacolo, alle quali è possibile ricorrere fiscalmente, se si rispettano i rigorosi limiti legislativi, previsti per le stesse; occorre evidenziare a livello contributivo che: sulla somma percepita e dichiarata dal lavoratore occasionale dello spettacol, è applicata l’aliquota contributiva del 33% nei confronti della gestione Inps – EX ENPLAS, ( atteso che, la normativa contributiva INPS – gestione EX Enpals, è omogeneamente applicata sia ai lavoratori subordinati che a quelli autonomi),

Per il “lavoratore autonomo occasionale” classico, nei confronti dell’INPS, vige l’esonero dagli adempimenti contributivi se lavora fino a 30 gg e non percepisce più di € 5000 nel corso dell’intero anno solare .

Di conseguenza i contributi dovranno essere pagati esclusivamente sulla quota di reddito eccedente e l’obbligo di iscrizione alla Gestione separata per i lavoratori autonomi occasionali scatta soltanto nel momento in cui gli emolumenti percepiti nell’arco dell’anno solare (1° gennaio - 31 dicembre), a fronte di un unico o di più rapporti, superino l’importo di € 5.000.

 

Al contrario di quanto sopra esposto, per il lavoratore autonomo occasionale dello spettacolo, che versa all’ Inps Gestione EX. Enpals, vige sempre, l’obbligo di adempiere al versamento dell’ ordinaria aliquota del 33%. Ciò, eccettuata, l’ipotesi prevista dall’ art. 1 comma 188 della L. 296/06.

( Cfr. Art. 1 comma 188 della L. 296/06, come modificato dall’art.39 quater del D.L. n. 159/07 convertito in legge, con modificazioni, dalla L. n.222/07)

[2] Nel caso in cui il prestatore autonomo (anche occasionale) non fosse in possesso del certificato di agibilità, l’azienda deve: 1) comunicare al Centro per l’Impiego la prestazione del lavoratore autonomo occasionale, almeno un giorno prima dello spettacolo; 2) richiedere il certificato di agibilità all’INPS (il documento che autorizza un’impresa a far esibire un artista nei propri locali), che deve essere tenuto in azienda ed esibito a richiesta degli organi ispettivi; 3) versare la contribuzione all’INPS (ex ENPALS) pari al 33,00% + 1,28%, del lordo evidenziato in fattura e/o nella ricevuta per prestazione occasionale, trattenendo la percentuale del 9,19% a carico del prestatore, evidenziando la trattenuta nella ricevuta o nella fattura.

info@swtcooperativa.com